e pensavamo a quella cosa incredibile che avevamo letto (via ValeriaYOU
)
y pensabamos en esa cosa increìble que habiamos leido que un pez solo en su pecera se entristece y entonces basta ponerle un espejo y el pez vuelve a estar contento. Julio Cortázar, Rayuela

e pensavamo a quella cosa incredibile che avevamo letto (via ValeriaYOU

)

y pensabamos en esa cosa increìble que habiamos leido que un pez solo en su pecera se entristece y entonces basta ponerle un espejo y el pez vuelve a estar contento.


Julio Cortázar, Rayuela

posted : Friday, November 20th, 2009

tags :

“ Ultimamente sta invece diventando una consuetudine diffusa la visione solitaria delle serate televisive – siano Annozero, Ballarò o Porta a porta – ma commentata simultameamente su FriendFeed, un social network che permette grandi conversazioni di gruppo in diretta. Di fatto, è l’evoluzione della visione passiva della tv ai tempi del multitasking.

posted : Thursday, November 19th, 2009

tags :

“ L´episodio di Emmaus è noto. Due seguaci di Gesù, uno dei quali si chiama Cleopa, si imbattono in un tale che fa tutta la strada con loro. Si parla della crocifissione, lo sconosciuto cita e interpreta le Scritture, i due alla fine lo ospitano nella loro casa di Emmaus. Solo durante la cena Cleopa e l´altro riconoscono in lui Gesù risorto. Perché non se ne sono accorti prima? Hanno fatto un cospicuo percorso con quell´uomo: come mai non l´hanno riconosciuto? Luca, l´unico evangelista che narra per filo e per segno questa storia, lo dice con chiarezza: gli occhi di Cleopa e del suo compagno erano assoggettati ad abitudini visive che li rendevano ciechi. Emmaus è appunto un libro su com´è difficile vedere davvero, in tutti i tempi e in questo nostro tempo.

posted : Thursday, November 5th, 2009

tags :

La Luisona

placidiappunti:

Al bar Sport non si mangia quasi mai. C’è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d’artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai le conoscono una per una. Entrando dicono: “La meringa è un po’ sciupata, oggi. Sarà il caldo”. Oppure: “È ora di dar la polvere al krapfen”. Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacrario. Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva. Subito nel bar si sparse la voce: “Hanno mangiato la Luisona!”. La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959.

(Stefano Benni - Bar Sport)

posted : Thursday, November 5th, 2009

tags : reblog

reblogged from : PlacidiAppunti

posted : Thursday, November 5th, 2009

tags : reblog

reblogged from : PlacidiAppunti